Nichi Vendola

Uomo politico e giornalista, Nichi Vendola è nato a Bari nel 1958. Nel 1985 viene
eletto nella segreteria nazionale della Figc, la federazione giovanile del Partito
comunista italiano, nella Figc fu responsabile delle politiche ambientali e poi delle
politiche culturali, della quale è divenuto vicepresidente per poi entrare nel Comitato
centrale del PCI Nel 1990 viene eletto nel Comitato Centrale del PCI e fu tra gli
oppositori della svolta della Bolognina che portò alla fine del PCI. Fin dagli inizi degli
anni 80 è protagonista della vita del movimento gay. E in quegli anni lontani pubblica
il suo primo libro di poesie.
Scrive per quotidiani e riviste, diviene giornalista professionista e redattore del
settimanale Rinascita. Nel 1991 è fra i fondatori del Partito della Rifondazione
Comunista, nelle cui liste viene eletto deputato dal 1992 al 2006. Dal 2005 al 2015 è
stato presidente della Regione Puglia dopo aver vinto per due volte le primarie del
centrosinistra.
Nel 2009 lascia Rifondazione Comunista e costituisce Sinistra, Ecologia e Libertà con
cui, nel 2012 si è candidato alle primarie per la scelta del candidato premier del
centrosinistra alle elezioni politiche del 2013.
È autore di numerose pubblicazioni, tra le quali meritano di essere citate “Prima della
battaglia” (1983); “Soggetti smarriti (1991); “Il mondo capovolto” (1993); “C’è
un’Italia migliore” (2011); “Vestire gli ignudi seppellire i morti” (2016); “Patrie”
(2021) da cui questo spettacolo trae le letture poetiche.

Spettacoli

QUANTO RESTA DELLA NOTTE

In scena Nichi Vendola e i suoi otto capitoli poetici accompagnati e vestiti dalle musiche prodotte da Popoulous e dai video di Mario Amura. Parole, versi e suoni in cerca di un giorno nuovo. L'appuntamento chiude il progetto speciale “Teatro dei sogni”, il prologo della Stagione Teatrale di Bari al Teatro Piccinni: libri, musica e teatro si incontrano in un confronto tra sguardi e linguaggi. Si parla della patria al singolare, dei nazionalisti e dei sovranisti e della patria al plurale di chi combatte la guerra, il razzismo, il maschilismo, il suprematismo in tutte le sue forme. Si parla di noi al tempo del Covid, della cultura dello stupro e del femminicidio, del potere maschile e della sua vocazione all’onnipotenza, di lesione della democrazia, di sospensione dei diritti fondamentali di libertà, di sequestro di persona e di tortura ad opera degli apparati dello Stato. Si parla di Genova nel 2001 e di Carlo Giuliani, della miseria della politica e della crisi delle parole della vita pubblica. Si parla della morte e della nascita, della casa e della famiglia, dell'amore e del figlio, della luce di un giorno nuovo.