GIORGIO COMASCHI

Giorgio Comaschi, Bolognese, è giornalista professionista dal 1978. Ha lavorato per il quotidiano Corriere dello Sport - Stadio fino al 1985 per poi passare a La Repubblica dove si è occupato di sport e spettacolo. Nel 1993 ha vinto il Premio Beppe Viola per il giornalismo sportivo. Dal 1994 ha lasciato il giornale diventando free-lance e conservando collaborazioni con vari quotidiani. Attualmente collabora con il quotidiano QN - Il Resto del Carlino, La Nazione, e Il Giorno con la rubrica settimanale “La Mosca”, un appuntamento satirico sugli usi e costumi dei bolognesi.
Ha ideato e interpretato, diversi spettacoli teatrali tra i quali: “Chi ha visto Biancaneve”, “I sogni son desideri”, “L’omino dei lupini“, “Calciobalilla“, “Buonanotte signorina Esposito“, “Chissà se i barboni fanno l’amore”, “Fagiolino e Biavati caduti dalle nuvole“, “Stump”, “Delitto a teatro”, “Riunione di consiglio”, “Commendator Paradiso” (ambientato nel 1964, su Dall’Ara e il giallo dello scudetto del BFC Bologna Football Club), “Fra la via Emilia e il West” (uno spettacolo tratto da Cittanòva blues, il libro di Francesco Guccini che racconta il suo passaggio da Modena a Bologna negli anni ‘70), oltre a girare come regista video alcuni cortometraggi. Per più di dieci anni ha diretto un gruppo di attori chiamati “La compagnia del giallo”, con cui ha portato in giro la formula di dinner show “Cena con delitto” in numerosi teatri e ristoranti di tutta Italia. Insieme ad Antonio Albanese ha diretto dal 2005 al 2008 una scuola teatrale, “Teatro Lab Bologna”, per un progetto della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Nell’estate 2008 ha portato lo spettacolo dedicato a Guglielmo Marconi “Quello della radio – Marconi, la storia dell’uomo che ha cambiato il mondo”, in Australia (Perth, Adelaide, Malbourne e Sidney). Nel 2009, sempre grazie alla Regione Emilia-Romagna, ha replicato lo spettacolo al Teatro Duse di Bologna, in Canada (a Vancouver, Montréal, Toronto e Ottawa), al Festival della Filosofia di Modena, in Belgio (a Bruxelles, Liegi e Genk) e a Londra. Nei mesi di ottobre e novembre 2009 ha portato a New York (recitando in inglese con attori americani) il dinner show “Puarò e la casa di madame Clicot” replicato al Gradisca Restaurant. Nel 2010 ha portato in scena “Il mistero di Felix Pedro”, dedicato a Felice Pedroni, emigrante di Fanano che scoprì l’oro in Alaska nel 1902 e fondò la città di Fairbanks. Nel 2012 ha ideato “San Petronio con vista”, un curiosa visita-spettacolo all’interno della basilica di San Petronio per sostenere i lavori di restauro della chiesa. Nello stesso anno ha condotto una serie di visite-spettacolo ai Musei Universitari di Bologna. Nel 2013 ha portato sul palcoscenico “Calde le pere” uno spettacolo sugli anni d’oro delle case chiuse, la Bologna del sesso dagli anni ‘20 agli anni‘50. Il 2014 è l’anno di “Ma te ci sei su Feizbuk?” un monologo cabarettistico sui tic di questo decennio. Nel 2015 ha scritto e portato in scena “La Farina va in Amore” uno spettacolo interamente dedicato alla storia del pane dall’Ultima Cena in avanti. L’ultimo spettacolo, in ordine di tempo, è del 2016 e si intitola Quelli che la vita l’è bela (senza l’umbrela). È dedicato al giornalista Beppe Viola; attingendo dai libri di Beppe Viola e da quelli che parlano di lui, Giorgio Comaschi, insieme ad Alessandro Pilloni, rilegge la storia della Milano degli anni Sessanta e Settanta che ha lasciato un segno indelebile nel linguaggio teatrale, comico e giornalistico.

Spettacoli

MA COME SIAMO MESSI

I tic della nostra epoca, le manie, i nuovi miti, i mostri, le paure, i deliri di un mondo cambiato. Tra monologhi satirici e suggestioni musicali, un po' seri, un po' leggerissimi. Dal virus ai vaccini, con i social al potere, dalla D'Urso a Fedez, dalle call alle location la rivoluzione del linguaggio di un paese che cambia tutto tranne la sua corporation.